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FIRI, grazie a Reteclima, ha partecipato alla riforestazione dei territori colpiti dalla tempesta Vaia.

Tra il 26 e il 30 ottobre 2018 Trentino Alto-Adige, Veneto e Lombardia sono state colpite dalla tempesta Vaia, una perturbazione meteorologica che ha devastato le zone interessate con venti che andavano dai 100 ai 200 km/hprovocando una deforestazione senza precedenti: 42 milioni di alberi abbattuti.

Reteclima è un’organizzazione no-profit che si occupa di promuovere azioni di Corporate Social Responsibility e di sostenibilità; uno dei suoi grandi progetti è legato alla compensazione di CO2: ciò consiste nel piantare un numero di alberi tale per cui siano in grado di assorbire la CO2 emessa, azzerando di fatto l’impronta di carbonio. Da subito Reteclima si è preoccupata dell’emergenza ambientale sollevata da Vaia, avviando una serie di progetti di riqualificazione delle zone colpite; uno di questi, il Progetto Ancora Natura, si concentra nella zona del Laghetto delle Peschiere, presso Taibon Argoino (Belluno): l’obiettivo è quello di riqualificare l’area, rimuovendo le ceppaie, ripristinando le vie d’accesso e trapiantando degli alberi.  È qui che FIRI, grazie a Reteclima, ha potuto partecipare alla riforestazione dei territori colpiti dalla tempesta Vaia. Tale località è un punto simbolico per la zona, noto per il paesaggio pittoresco e la ricca vegetazione, devastato dalla caduta degli alberi che circondavano lo specchio d’acqua.

Il comune di Taibon Argoino, con l’aiuto di Reteclima, ha avviato una raccolta fondi per ripopolare la zona; FIRI ha deciso di partecipare a questa iniziativa, cogliendo l’occasione per regalare ai propri stakeholders gli alberi piantati nella zona a nome dell’associazione. La scelta è ricaduta sui faggi, alberi ideali per la zona, in grado di resistere molto bene ai disagi atmosferici (ne sono stati piantati in tutto 300). La partecipazione di FIRI rientra nella visione dell’associazione che, ponendo il riciclo come proprio obiettivo, si preoccupa di restituire le risorse naturali che utilizza al pianeta. Durante l’operazione di riforestazione della montagna sono stati piantati abbastanza alberi da raggiungere la compensazione di CO2, portando dunque a zero l’emissione di anidride carbonica.

Questa iniziativa vuole valorizzare il territorio italiano, restituendo al loro splendore le zone colpite dalla tempesta e portando avanti una politica green sul suolo nazionale, dimostrando la cura che le aziende italiane come FIRI hanno nel promuovere una politica sostenibile.

La compensazione di CO2, o Carbon offset, è un’operazione fondamentale nella lotta all’inquinamento ambientale: consiste nella riduzione delle emissioni di monossido di carbonio o altri gas serra per compensare il loro ingente rilascio avvenuto altrove.  Si misura in CO2 equivalente, che esprime l’impatto sul riscaldamento globale di una certa quantità di gas serra rispetto alla stessa quantità di anidride carbonica. Esistono due tipologie di compensazione: quella di conformità e quella volontaria; nella prima tipologia, le aziende, i governi o altre entità si impegnano nella compensazione di anidride carbonica per rispettare dei vincoli legali imposti sulla quantità di CO2 emessa, mentre in quella volontaria singoli individui, compagnie o organizzazioni lavorano sulla compensazione di CO2 per raggiungere obiettivi stabiliti o il livello di neutralità di carbonio. Esistono numerose tipologie di progetti per il Carbon offset (il protocollo di Kyoto ne identifica più di 200), raggruppabili in delle macroaree, tra cui l’energia rinnovabile, l’abbattimento di metano, l’efficienza energetica e la riforestazione.

Il metodo più naturale per assorbire anidride carbonica è attraverso gli alberi: con la fotosintesi, la CO2 viene trasformata in sostanza organica liberando ossigeno; a questo punto, il carbonio viene poi immagazzinato nell’albero, che lo scaricherà nel suolo: le foreste sono un tipico esempio di carbon sink, o pozzo di carbonio; La United Nation Framework Convention on Climate Change ha definito i “pozzi di carbonio” come “qualsiasi processo, attività o meccanismo per rimuovere gas ad effetto serra, aerosol o un precursore di gas serra dall’atmosfera. Sink di carbonio sono quindi attività, processi, o meccanismi di rimozione (e sequestro) di biossido di carbonio dall’atmosfera”.

Il progetto di riforestazione di Reteclima, dunque, non solo riporta i territori colpiti da Vaia al loro iniziale splendore, ma si inserisce anche nella promozione di un processo di forestazione urbana nazionale.

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